ATTIVITÀ
|
Accompagnamento consapevole verso un trapasso naturale Assistenza e sostegno per chi decide di intraprendere un percorso di accompagnamento consapevole del proprio compagno animale al termine della sua vita, fino alla morte naturale, nel rispetto della dignità di entrambi «Così come lo scenario ottimale per la nascita è la nascita naturale, lo scenario ottimale per la morte è la morte naturale.»
Quando la vita del nostro compagno a quattro zampe volge verso la fine, spesso siamo colti impreparati. Non importa quanto anziano esso sia, speriamo sempre non debba mai succedere e andiamo avanti cercando di non pensarci. Eppure la morte è un elemento essenziale della vita, quello che le conferisce tutta la sua importanza e il suo senso. Come dice Kuebler-Ross, la morte è di vitale importanza. Ma nella nostra società non sappiamo nulla della morte. Non sappiamo che essa ha i suoi tempi, i suoi ritmi e i suoi luoghi, esattamente come la nascita. E non sappiamo che essa può essere dolce e indolore se accolta e non respinta, anche più indolore di una nascita. Per cui siamo terrorizzati e, di fronte a una malattia grave del nostro amico, entriamo nel panico. Gli spettri della paura e della sofferenza emergono da quel pentolone tappato male in cui li avevamo ficcati e presto, prima ancora di essercene resi conto, ci troviamo a far sopprimere il nostro animale togliendogli la libertà di morire secondo i propri tempi e causando a noi stessi un senso di colpa che resterà con noi per sempre. Esiste un'alternativa a questo scenario di sofferenza: l'accompagnamento al trapasso naturale. Esso sicuramente è la strada "meno facile", almeno in apparenza. L'eutanasia ci permette di "risolvere" rapidamente il problema, di non doverci preoccupare della presunta sofferenza dell'animale, e di sperare di lasciarci tutto alle spalle al più presto. In realtà, le cose stanno proprio all'opposto, poiché l'eutanasia risolve apparentemente in fretta le cose sul piano materiale, ma lascia (e anzi crea essa stessa) molte cose irrisolte sul piano emozionale, psichico, spirituale. Accompagnare l'animale verso un trapasso naturale rende molto meno pesante il lutto dopo la morte, perché non sarà carico di sensi di colpa, bensì gravido di riconoscenza e pienezza. Solo l'assenza fisica dell'animale rappresenta un peso, che però risulta molto più facile sopportare ripensando a quei momenti intensi trascorsi insieme e nella consapevolezza di aver dato qualcosa di noi per stargli accanto, dopo che lui ci aveva dato così tanto di sé nel corso della sua vita. Fa una grossa differenza concludere il percorso di vita insieme con un gesto di generosità invece che con un gesto di chiusura e rifiuto. Scegliere di accompagnare l'animale verso un trapasso naturale è una scelta difficile nella nostra società, per diversi motivi. I veterinari non sono preparati a starci accanto in una scelta del genere, e a volte sono essi stessi a spingerci verso l'eutanasia o a stimolare i nostri fantasmi interiori con ipotetici scenari di morti piene di sofferenza. Di fronte a tutte queste difficoltà, l'opera del counselor specializzato in questo campo si pone come punto di sostegno e di chiarimento interiore riguardo a dubbi, paure, incertezze, e di potenziamento delle risorse interiori. Un punto di accoglienza e di ascolto che, a mano a mano che il processo va avanti, si trasforma in un aiuto nell'elaborazione del nostro vissuto emozionale, che ci permette di riconoscere e raccogliere i doni dell'esperienza che stiamo attraversando. L'ideale, certo, sarebbe prepararsi con ampio anticipo alla dipartita del nostro animale. Possiamo farlo aprendoci al tema della morte in generale, quindi anche in campo umano, attraverso letture, seminari, ecc. Nel campo dell'accompagnamento degli animali, consiglio la lettura dei libri di Stefano Cattinelli "Amici fino in fondo" (ediz. Aam Terranuova) e "L'eutanasia del cane e del gatto" (ediz. Impronte di luce). Trovate inoltre diversi articoli sull'argomento nel sito della casa editrice Impronte di luce, soprattutto scritti dalla veterinaria Ella Bittel. Questo non toglie che, per quanto preparati siamo, una figura esterna di sostegno può rivelarsi comunque utile per aiutarci a elaborare il vissuto di un evento che rimane estremamente coinvolgente e ricco di significati.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||